In questi giorni, di fronte a tutte le polemiche sul riarmo, sono rimasto relativamente in silenzio perché mi sono voluto godere lo spettacolo di vedere come si sarebbero posizionate la classe dirigente e quella più o meno autenticamente dissidente. Un dibattito diventa inutile quando ambedue le parti stressano, a proprio uso e consumo, le ragioni contrapposte di un tema, al fine di buttarla in caciara, ed è quello che sta, puntualmente, avvenendo anche in merito al tema del riarmo, ove le parti in causa dicono tutto tranne quello che è davvero importante, in uno scontro di deliri a somma zero che riesce a confondere ancor più le acque. Chi, invece, di questi temi scrive da oltre vent'anni, sapeva che prima o poi si sarebbe arrivati alla resa dei conti e che la vera questione è un'altra. Così lo scopo di questo articolo non è tanto dire come il sottoscritto la pensi, ma cercare di chiarire quello che, invece, viene tenuto nascosto. Ossia, cosa?

L'Unione Europea non è una spontanea alleanza tra paesi che, dopo essersi fatti la guerra per secoli, ad un certo punto dicono "volemose bene", bensì un progetto americano, nato come evoluzione degli accordi di Jalta che, nel 1945, di fatto divisero in due il continente europeo tra Ovest, ad appannaggio degli americani, ed Est, ad appannaggio dei sovietici.
Lo scopo di questi due blocchi era quello di trasformare i paesi europei in stati clienti dell'una e dell'altra fazione. Entrambi si fondavano su comunità economiche (CECA per l'Ovest e COMECON per l'Est) e militari (NATO per l'Ovest e Patto di Varsavia per l'Est) e, come era inevitabile che fosse, quando l'URSS crollò, gli Stati Uniti fecero sfociare il progetto nell'attuale forma dell'Unione Europea, a cui si aggiunse l'Euro nel 2002. Per evitare che i paesi del blocco occidentale si facessero sedurre dalle suggestioni sovietiche, gli americani drogarono le economie europee, facendole vivere nel benessere. Ma, come era inevitabile che fosse, venuto meno il contrappeso sovietico, gli USA decisero di prendersi tutta la posta in palio e di liquidare tutto l'aiuto dato agli europei.
Questa è una premessa di fondamentale importanza perché spiega che l'Europa non ha la minima indipendenza né finanziaria né militare e che, dunque, tutte le discussioni sul Vecchio Continente che estranino gli Stati Uniti dalle proprie responsabilità, sono cretinate. Una volta che si chiarisce questo, ci si rende conto che il punto non è se sia giusto o meno riarmarsi e nemmeno se l'Europa debba, come sostiene la sinistra, costituirsi in un un Superstato Europeo analogo agli Stati Uniti o alla Federazione Russa, oppure costituire la famosa Europa dei Popoli come, invece, ritiene la destra sin dai tempi del Movimento Sociale. Che sia buona l'una o l'altra soluzione, gli Stati Uniti non permetteranno mai che l'Europa diventi un soggetto politico, economico e militare indipendente, indipendentemente dal fatto che essa si costituisca come blocco unico oppure che ritornino gli stati nazioni con le loro monete. Naturalmente, neanche Federazione Russa e Cina hanno interesse a che l'Europa torni un soggetto politico che conti qualcosa, ma questo non toglie nulla al dato di fondo, ci dice soltanto che noi europei non abbiamo amici e che questo è il momento, in assoluto, più pericoloso per la storia europea.
Naturalmente, quando si sono fatte queste premesse, discutere sul riarmo o no è questione da perdigiorno. E' sin troppo ovvio che un paese o una federazione disarmata siano come una gioielleria senza servizio di sicurezza, pronta ad essere depredata dai rapinatori. Chi, con l'aggravante di credersi arguto e spiritoso, scrive fandonie come "fare la pace armandosi equivale a raggiungere la castità scopando" parte dal presupposto - errato - di Rousseau che il mondo sia composto da buoni selvaggi resi cattivi dalla società, non capendo che quella che noi chiamiamo "brava persona", è il risultato di un calcolo matematico, ossia il quoziente tra il proprio istinto predatorio e la somma di due addendi: la consapevolezza che se i propri istinti non vengono disciplinati si pagano pesanti conseguenze e la convenienza materiale nel comportarsi bene. E che, dunque, la pace nasce dal timore di creare problemi a qualcuno che può farti un culo quadrato e che, di conseguenza, non soltanto un paese deve essere ben armato, ma deve avere al suo interno anche persone che non si facciano il minimo problema a farti fuori se gli dai fastidio. E naturalmente è anche sciocco pensare che oggi i paesi europei possano affrontare, dopo ottant'anni di politiche tese a renderli più dipendenti, una guerra che prima ancora di affrontare con le armi, va combattuta sul piano economico. Perché nessuno dice la grande verità dietro una guerra: anche se vinta, provoca un arretramento di decenni sul piano socioeconomico e antropologico.
Se si fa chiarezza su questo punto, ci si rende conto che il problema - su cui poi proliferano le balle della propaganda europeista - è ovviamente un altro: quale?

Punto primo: anzitutto non è vero che i paesi europei non hanno un esercito. Attualmente, se facciamo la somma di tutti gli eserciti europei, arriveremmo tranquillamente di poco sotto al milione. Che non è poco. E anche la questione delle armi è relativa, perché entro pochi anni e con le giuste mosse, ci si può dotare di un arsenale di tutto rispetto. Che l'Europa sia indietro da questo punto di vista, può essere vero. Che il gap sia incolmabile è, invece, falso. Bisogna, naturalmente, farlo con armi prodotte dalle industrie locali, senza andare a comprarle da paesi che poi potrebbero consegnarcele contaminate da qualche virus pronto a disattivarle da remoto. E bisogna anche mettersi d'accordo su cosa deve essere questa Europa, perché puoi dotare il tuo villaggio degli uomini più armati e muscolosi del mondo ma se le famiglie che lo popolano si schifano, finisce con Jurgen che spara addosso a Jean-Pierre, Gianni che prende a botte Pablo, mentre le famiglie dei villaggi nemici se la godono e si spartiscono il bottino. Oggi i paesi europei sono divisi su tutto, venticinque anni di Unione Europea non hanno certo colmato le lacune, anzi hanno creato crescenti sacche di malcontento che, anche quando non mettono apertamente in discussione l'alleanza europea, comunque chiedono una maggiore autonomia e una direzione diversa.

Punto secondo: nel 2024, affrontare una guerra con i criteri tradizionali - il soldato col fucile, la pistola, il mitra - è del tutto inutile, perché l'atomica ha, di fatto, reso improbabile se non impossibile che una guerra su larga scala si combatta in questo modo. In questo senso, funziona molto meglio la deterrenza. Il principio che se sei un paese in grado di occupare più fusi orari, allora sei anche più forte, è ormai obsoleto. Se si presenta un wrestler alto 2,30x180 chili di muscoli, è chiaro che mi fa fuori facilmente. Ma se io ho la pistola e lui no, a morire è lui. Parabola significa, i paesi più forti non sono quelli che hanno centinaia di migliaia di pistole, di bombe ananas, di mitra etc. e un milione di energumeni pronti a "spezzare le reni al nemico" ma quelli che possono tranquillamente, con una semplice bombetta atomica, distruggere un'intera città nemica, magari mandando in crisi la sua economia. Di conseguenza, non serve tanto riempirsi di armi e di uomini, ma avere l'arma giusta, da usare al momento giusto, per far fuori il nemico giusto. La Corea del Nord non fa parte di fantomatiche Unioni Asiatiche, come non ne fa parte di Israele. Hanno entrambe l'atomica e nessuno si sogna di infastidirle, perché è sufficiente un missiletto da quattro soldi per indurre chiunque voglia infastidirli a miti consigli.

Morale della favola: secondo me, se tutti i paesi europei si dotano di un buon arsenale atomico, magari incarcerando i tanti finti attivisti antinuclearisti che rompono i coglioni sui rischi del nucleare - dimenticando che un'esplosione (improbabile) di una centrale francese nuclearizzerebbe l'intera Europa, compresi i fessi che, per rispettare gli allarmismi climatici, vivono nelle capanne - il problema è risolto. Se l'Ucraina avesse avuto l'atomica, Putin si sarebbe ben guardato dall'entrare nel Donbass. Oggi l'atomica è l'assicurazione sulla vita di qualsiasi paese, oltre al fatto che l'energia nucleare porrebbe fine, una volta e per tutte, ai deliri ambientalisti con cui ci ammorbano almeno da quando sono nato, cioè da oltre quarant'anni e che, come si è visto, hanno ben altri scopi. E qui si arriva al punto finale. Cui prodest, a chi giova tutta questa caciara.
Chi sin dal 2003 mi onora delle sue letture, sa che batto, da sempre, il tasto su un punto: l'Italia, del cui debito si parla tanto - e "a schiovere" come diciamo a Napoli - è, in realtà, il paese col più ricco patrimonio di immobili e risparmi *AL MONDO*. Un bel bocconcino su cui interi fondi di investimento vogliono, da sempre, mettere le mani.
Il cambiamento climatico è il pretesto con cui si vuole obbligare centinaia di milioni di europei a comprare auto elettriche e spendere decine di migliaia di euro per rifare le proprie case, soldi che vanno ovviamente a tutte quelle lobby ambientaliste che costituiscono il nerbo della classe dirigente di sinistra americana. Il Green Deal, in sintesi, è il pretesto di sinistra.
Poi c'è il pretesto di destra, nutrito dall'altra grande lobby americana, vicina ai Repubblicani: quella delle armi.
Entrambe le lobby si guardano in cagnesco ma hanno un solo punto ove sono d'accordo: e cioè che va utilizzata l'Europa come bancomat. E quando la Von Der Leyen dice che "i risparmi privati vanno utilizzati per il riarmo", si capisce perfettamente dove vuole andare a parare e cioè che, con la scusa dell'emergenza della guerra, si vogliono depredare i risparmiatori occidentali. E naturalmente, chi si oppone, si sentirà accusare di voler anteporre i propri interessi personali (risparmi, proprietà) alla sicurezza della patria.

Anche alla luce di quanto sopra, si capisce che veder sfilare in favore del riarmo tutta quella paccottiglia di cantautori che per decenni hanno indossato la bandiera arcobaleno della pace, non è una semplice dissonanza cognitiva da irridere, ma è il manifesto della nuova tendenza. Siamo passati dal "Il mio nome è mai più", a "In guerra vai tu".
Il riarmo è solo un pretesto per spogliare le economie dei paesi europei. Dal momento che è impossibile andare dai singoli governanti e dire loro "vi abbiamo sfamato per ottant'anni, adesso restituiteci il conto" senza rischiare un immediato compattamento europeo, allora occorre un pretesto, che peraltro vedrebbe d'accordo anche Russia e Cina, che certo non hanno interesse a veder ritornare un'Europa protagonista nel mondo.
Se non si capisce questo punto, ogni discussione è oziosa e, dunque, inutile.

Franco Marino


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Comments

  • Deleted by Caia
  • Reason: Non riesco a correggerlo. Mi dà errore. Lo riscrivo quindi
Ciao Franco, premetto che concordo in toto con la tua disamina
Ma aggiungerei un punto, primario e dolente, anche in considerazione delle attuali proteste in Romania, Serbia e Grecia, sul vero perché questo Riarmo Europeo sia così voluto dai vertici UE.
E per non dimenticare che le loro agende criminali e genocidiarie mal sopportano qualsiasi tipo di interferenza, nonché il risveglio di consapevolezza dei popoli, ancor più se trattasi proprio dei loro target primari.

Ovvero: a mio avviso, il Riarmo è la conclusione di un progetto iniziato anni fa con Eugendfor, milizia europea con poteri speciali.
Ergo, più che proteggere i popoli da invasioni esterne, è volta a soffocare eventuali rivolte interne.

L'UE sa bene che ormai ha fallito, ma pur di mantenere il potere dittatoriale instaurato, di certo non si farà scrupoli.

La politica tutta ha fallito, ora restano solo i popoli che devono liberarsi da soli, uscendo in blocco da questa istituzione delinquenziale.

Noi tutti siamo Europei ma NON siamo l'UE .
 
  • Deleted by Caia
  • Reason: Non me lo fa postare!!!
Ciao Franco, premetto che concordo in toto con la tua disamina
Ma aggiungerei un punto, primario e dolente, anche in considerazione delle attuali proteste in Romania, Serbia e Grecia, sul vero perché questo Riarmo Europeo sia così voluto dai vertici UE.
E per non dimenticare che le loro agende criminali e genocidiarie mal sopportano qualsiasi tipo di interferenza, nonché il risveglio di consapevolezza dei popoli, ancor più se trattasi proprio dei loro target primari.
(segue in altro commento)
 
Le bombe atomiche, però - ammesso che gli americani ci consentano mai di procurarcele - bisognerebbe avere poi anche la volontà nel caso di usarle davvero. Se invece comincia a diventare fin troppo evidente che si tratta solo di uno spauracchio, un Grande Babau tenuto nel cassetto al quale nessuno farà mai seguire i fatti, perché tanto in base al principio della 'mutua distruzione assicurata' i costi sarebbero in ogni caso superiori ai benefici, ecco che allora il suddetto proncipio inizia ad affievolirsi, e a qualcuno potrebbe venire la tentazione di giocare d'azzardo, di tirare la corda fino all'ultimo per vedere fin dove può spingersi: come quando si ignorano le minacce putiniane di ritorsione nucleare, perché tanto "Putin bluffa". E se si arrivasse al punto in cui usare l'atomica diventasse l'unico modo di evitare l'accerchiamento, la disfatta totale o di perdere ogni credibilità, il gioco potrebbe a quel punto farsi molto, molto pericoloso ... forse se gli americani non intendono più farsi carico dei costi della nostra difesa e a noi mancano gli uomini, faremmo prima a ordinare 40.000 Optimus (robot da combattimento autonomi) da Elon Musk, in attesa di essere in grado di fabbricarcene di nostri. Poi basta con questa storia che noi saremmo eterni debitori degli americani per il benessere e la difesa che loro ci avrebbero "regalato", e per questo saremmo ora condannati al fine pena mai. Anche se i nostri contributi diretti alla NATO sono inferiori a quanto richiesto dagli americani, in qualche modo la spesa militare americana è già finanziata anche con soldi nostri, se si considerano il costo delle basi in Italia e i titoli di debito che per una sorta di patto tacito sottoscriviamo dal 1949, in cambio della "protezione" militare dell'Impero. E se gli americani oggi si trovano in una situazione di cronico deficit della bilancia dei pagamenti, non è certo per il Piano Marshall di 80 anni fa (che tra l'altro contribuì al nostro rilancio economico solo per i primi tre anni successivi), ma perché LORO con i Bush jr e i Clinton ci si sono adagiati troppo, su quest'idea che il solo signoraggio del dollaro difeso con le armi e le "esportazioni di democrazia" sarebbe bastato per sempre a consentirgli di consumare molto più di quanto producessero ...
 
Sarà vero che gli eserciti dei paesi dell'UE hanno circa un milione di effettivi, ma quanti sono quelli realmente pronti al combattimento? Nella migliore delle ipotesi forse il 20%. Inoltre, mettere in campo nuovi sistemi d'arma richiede anni e anni. La Germania, ad esempio, ha da poco iniziato la progettazione del nuovo carro "Panther", ma ci vorrà del tempo prima che possa vedere la realizzazione. Così l'Italia, le cui unità corazzate, in gran parte sono equipaggiate con le blindo "Centauro", dopo il non proprio esaltante carro "Ariete". La Gran Bretagna ha visto il suo meraviglioso carro "Challenger", fornito agli ucraini, non dare grande prova di sé in combattimento.
Per quanto attiene all'arsenale nucleare, anche quello non si mette insieme dalla sera alla mattina. E gli uomini? Me li vedo, i giovani europei fare a gara per andare a morire in qualche conflitto utile solo alle caste...
 
Francesco hai scritto un grande articolo, tuttavia, convengo con 'Neofuturista'. Secondo la mia esperienza lavorativa di tanti anni a livello quasi mondiale, dove ho visto poco ma ho saputo molto, con sicurezza posso dire che gli americani sono ignoranti. Ignorano la geografia, la storia, la politica, l'economia, l'arte, di tutte le nazioni al di là degli oceani ad Est ed Ovest. Del Nord sanno poco il Sud lo considerano fonte di droga e immigrazione clandestina. Di conseguenza ho forti dubbi sulla loro capacità di pianificare strategie economiche aggressive. Le scelte presidenziali avvengono secondo gli interessi dei funzionari che li circondano, con forti pressioni del Pentagono, legato alle lobbies fornitrici non solo di armi ma anche di mutande per un esercito di circa 3 milioni di militari, buona parte con famiglie a carico, più i pensionati (i militari godono di ricche pensioni dopo 25 anni di servizio) più gli impiegati civili necessari al funzionamento delle basi che sono circa 700.
Una di queste é a Vicenza, dove abito, che posso visitare accompagnata da un'amica moglie di uno di loro e quella di Aviano, non
lontana, dove con lei posso entrare. Ogni volta mi chiedo quanti milioni o trilioni di dollari costi tutto ciò, anche se le basi 'estere' pagano il 63% dato che, nel caso dell'Italia, noi paghiamo il 37%. Quindi devono 'esportare democrazia' con armi e mutande al traino, spendendo più di quanto producano. Trump ci vuol mettere una pezza, maldestramente, tentando di arginare questa emorragia di dollari con azioni discutibili, per evitare di scialacquare altro denaro soprattutto se dato a gente che, in buona parte, se l'é messo in tasca. In quanto agli armamenti, penso che andremo alla grande. Secondo gli ultimi dati SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), l’Italia, nel triennio 2020-2022, ha esportato armi per il 72% del totale delle esportazioni italiane. Amnesty International fornisce dati secondo i quali l’Italia è il terzo paese esportatore di armi di piccolo calibro (dopo USA e Gran Bretagna), con valori che superano i trecento milioni di dollari. Noi facciamo i soldi non la guerra
 
Con tutto il rispetto e la simpatia che provo per te, non penso che tu abbia conosciuto gli strateghi che orientano la politica americana. Smettiamola con questi luoghi comuni perniciosi. Smettiamola di sottovalutare gli altri popoli.
 
No di certo, ma 20 anni A/R dagli USA dopo aver visitato e collaborato con alcune industrie, in'idea te la fai. Inoltre...""""Lo spinoso problema dell'esecutivo, presente in ogni attività, si aggrava a Washington , per la stretta relazione esistente tra governo e mass media. Funzionari scontenti fanno uso della stampa per provare le loro ragioni e i mezzi di informazione sono ampiamente incentivati a investigare sulle discordie all'interno dell'amministrazione. Alcuni giornalisti non si fanno scrupoli di usarle come pretesto per creare un caso. Dal canto loro i Delegati al Congresso cercano sempre di individuare la materia di discussione delle udienze parlamentari nei conflitti tra i massimi funzionari. Cosicché alla fine , su queste tendenze si gioca una vera e propria corsa a premi. Le crisi di Washington coincidono con lotte all'interno della burocrazia. I funzionari del Pentagono cercano sempre di rinnovarsi .....tuttavia, nonostante gli sforzi in nome di soluzioni obiettive, finiscono non di rado col forzare la realtà a tutto vantaggio dei loro personali punti di vista. - Dopo tanti anni nulla é cambiato da questa mia valutazione """ - Henry Kissinger - ultima intervista a commento del suo tomo - Gli anni della Casa Bianca.
E a Vicenza e ad Aviano l'effetto Trump/Musk si é già fatto sentire. A Vicenza bloccato l'ampliamento della 'Ederle' per i nuovi magazzini, in entrambe le basi (copio dall'articolo) " Devono considerarsi già licenziati tutti quelli assunti nell'ultima settimana. Stop ai concorsi e alle sostituzioni dei pensionamenti. Ma il vero problema ora sono gli ordini: dalla cancelleria alle prese elettriche, non si può più comprare nulla"""
 

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Devono smantellare (e se lo fanno, loro - e i russi - torneranno per bombardarci) le basi, altrimenti sono solo chiacchiere.
 
Ciao Franco, premetto che concordo in toto con la tua disamina

Ma aggiungerei un punto, primario e dolente, anche in considerazione delle attuali proteste in Romania, Serbia e Grecia, sul vero perché questo Riarmo Europeo sia così voluto dai vertici UE.

E per non dimenticare che le loro agende criminali e genocidiarie mal sopportano qualsiasi tipo di interferenza, nonché il risveglio di consapevolezza dei popoli, ancor meno se trattasi proprio dei popoli scelti come loro target primari.

Ovvero: a mio avviso, il Riarmo è la conclusione di un progetto iniziato anni fa con Eugendfor, milizia europea con poteri speciali.

Ergo, più che proteggere i popoli da invasioni esterne, è volta a soffocare eventuali rivolte interne.

L'UE sa bene che ormai ha fallito, ma pur di mantenere il potere dittatoriale instaurato, di certo non si farà scrupoli.

La politica tutta ha fallito, ora restano solo i popoli che devono liberarsi da soli, uscendo in blocco da questa istituzione delinquenziale.

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